sabato 24 agosto 2013

A volte ritornano pt.2

Ciao a tutti. 
Il mio ultimo post risale al 30 Dicembre 2012. Oggi siamo al 24 Agosto 2013. E' passato un po' di tempo!
La costanza non è il mio forte, l'avrete intuito! 
Novità? Beh, che dire, la scuola è finita, o meglio dovrei dire il liceo, ho preso la patente (tranquilli, non guido, siete ancora al sicuro, per ora!), sono riuscita a prendere cento alla maturità (yey!) e tra un po' comincio l'università. 
Non so se lo sapete (ne dubito) ma io abito in un piccolo paese (circa 38.000 abitanti) in provincia di Caserta, in Campania. Da sempre, che io ricordi, ho desiderato andarmene da qui. Non mi piace la "città", non mi piacciono le persone, non mi piace come funziona la scuola, l'università, i servizi pubblici e quant'altro. Insomma non mi piace nulla. Nel corso degli anni ho criticato il mio luogo natio utilizzando tutti i vocaboli dispregiativi esistenti nella lingua italiana e ho pianificato, praticamente da quando avevo 8/9 anni, di andarmene non appena finito il liceo. Inizialmente, più o meno quando ero alle medie, ho deciso di frequentare Harvard, o in alternativa Yale, entrambe università di spicco americane. Voi direte: modesta la ragazza! Col passare del tempo, mi sono resa conto dell'impossibilità del mio piano, visti i costi elevatissimi e altre difficoltà riguardanti la lontananza. Iniziato il liceo, ho come dire, ridimensionato i miei programmi, decidendo di frequentare Oxford. In fondo l'Inghilterra non è mica lontana come l'America! Ho iniziato un corso d'Inglese, e ho cominciato ad informarmi riguardo ai corsi, le lezioni, gli orari e via dicendo. Circa al terzo anno di liceo, ho dovuto lasciare il corso di Inglese poichè ero troppo presa dalla scuola e dallo studio, e mi sono resa conto delle difficoltà del mio "piano": di nuovo, la lingua, studiare matematica in Inglese sarebbe stato da pazzi e ovviamente, i costi eccessivi. Per la seconda volta ho cambiato rotta, questa volta scegliendo qualcosa di più fattibile e alla mia portata. Decisa ad andarmene dal "Sud", dal mio piccolo e sperduto paesino in Campania, per diventare qualcuno, qualcuno di importante intendo. Ho scelto infine Pisa. Ho vissuto quindi con questo obbiettivo costante di andarmene, di evadere, scegliendo come meta Pisa. Incurante di tutti coloro che mi elencavano le varie difficoltà, la lontananza (537 km per la precisione, circa 5 ore di macchina), il distacco dai familiari, soprattutto per me, ragazza casa e chiesa allontanatasi di casa solo per la gita di terza media, 3 giorni sul Lago di Garda. Ovviamente rispondevo con superiorità e quasi disprezzo che era ciò che ho sempre desiderato, e che ce l'avrei fatta senza particolari difficoltà. Nel giro di 3 giorni, il mio modo di pensare, elaborato nel corso dei miei 18 anni, è cambiato radicalmente. Due giorni fa, io e la mia famiglia ci siamo recati a Pisa per iscrivermi alla facoltà di Matematica presso l'Università di Pisa, e la sera, mentre mi struccavo in albergo, un pensiero ha attraversato la mia mente. E' stato un nano secondo, ma mi sono vista lì da sola, in inverno, di sera, senza mamma e papà, senza mio fratello, in una città che non conoscevo, senza amici, in una stanza nuova, spaventata come un pulcino. In quel nano secondo mi è mancato il respiro, le mie "certezze" sono crollate, e ho capito quanto sarebbe stato difficile stare lì da sola lontana da casa. Tutto ciò che avevo sempre immaginato, pensato e sognato, tutto ciò di cui avevo discusso, parlato e pianificato, ciò che era un sogno, un desiderio, ora, era diventato realtà, o meglio, stava per diventarlo. Non era più qualcosa da fare finito il liceo, in futuro, era lì davanti a me, era reale, concreto. Ho avuto una paura mai provata prima, avevo voglia di correre in camera dei miei e ritornare immediatamente a casa. Potete benissimo immaginare il mio stato d'animo. Ora siamo tornati a casa, mi sono iscritta, e partirò ai primi di Settembre. La paura non è ancora passata, cerco soltanto di non pensarci, perchè so che è la cosa giusta da fare. E' ciò che ho sempre desiderato, ciò per cui ho lottato e per cui lottano e lotteranno i miei genitori. Fa paura, tanta, all'inizio sarà dura, ma spero che col tempo, riuscirò ad ambientarmi, a fare nuove amicizie, ad ottenere soddisfazioni che ricompenseranno sia me che i miei familiari. Desidero ancora diventare qualcuno, qualcuno di importante, ed essere felice. Magari quella città che ora sembra così lontana ed estranea diventerà casa mia, un luogo dove sentirmi al sicuro e realizzata. 
Non so se qualcuno leggerà mai ciò che ho scritto e scrivo. Forse continuo a tornare su questo blog e a scrivere i miei pensieri più per me che per voi. Per sentirmi meno sola. 
Avevo intenzione di cambiare il titolo del blog, o dare inizio ad una nuova rubrica "una Meridionale a Pisa", raccontandovi un po' le mie esperienze, vari aneddoti che mi sono successi e che mi succederanno, leggere i vostri commenti, i vostri incoraggiamenti, e sentirmi un po' in compagnia. 
E' strano, quando ero lì a Pisa, mi mancava casa. Mi mancava camera mia, il mio letto, i miei vicini di casa che sbraitano continuamente e in passato mi hanno fatto desiderare di andarmene, mi mancava il negozio di alimentari dove vado a fare la spesa con mamma, mi mancavano i ragazzi del mio paese che di solito giudico cafoni, mi mancava l'anziana signora che mi saluta e si ferma a parlare con me trattenendomi un'eternità. Ho iniziato a dare più abbracci a mamma, perché so quanto mi mancherà. Ho smesso di rispondere male a mio padre, cercando di essere più comprensiva. Mio fratello, poco fa, mi dava fastidio, come fa di solito cercando di farmi innervosire, ma anziché scacciarlo, ho lasciato che continuasse, ridendo di gusto, perché so quanto questo mi mancherà. 
E' facile parlare, criticare, dare giudizi. E' facile desiderare, sognare, ma la realtà è un altro paio di maniche. Bisogna vivere una situazione per comprenderla. 
Sperando di trasformare questi sogni in realtà, vi saluto.

un Bacio
A presto

Nessun commento:

Posta un commento